Volontari d’impresa, con trent’anni di ritardo l’Italia ha il suo “esercito”

Il volontariato in orario di lavoro migliora il clima aziendale e fidelizza il personale. E anche se prevalgono le imprese grandi e anglosassoni, anche le PMI si prodigano per il territorio

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Banco Alimentare

Fare volontariato nell’orario di lavoro. Sono sempre più le aziende che organizzano o supportano la partecipazione attiva e concreta del proprio personale alla vita della comunità locale o a sostegno di organizzazioni Non profit.

Un percorso virtuoso, molto diffuso nel mondo anglosassone, che nasce negli Usa negli anni ’90, come spiega Alessandro Beda, Consigliere Delegato della Fondazione Sodalitas, la prima realtà a promuovere la Sostenibilità d’Impresa in Italia, contribuendo all’evoluzione del ruolo dell’impresa come attore sociale e non solo economico.

I numeri
La fondazione ha pubblicato un report sulla diffusione e sugli impatti del volontariato d’impresa: «Il 60 per cento delle aziende rispondenti sottolinea il maggior coinvolgimento dei dipendenti, il 49 per cento il miglioramento del clima aziendale, il 38 per cento un miglior lavoro di squadra e il 28 per cento la fidelizzazione dei dipendenti. Quanto ai principali benefici raggiunti dall’azienda verso l’esterno, lo studio evidenzia il miglioramento della reputazione aziendale, citato dal 57 per cento dei rispondenti, e il miglioramento delle relazioni nella comunità per il 49 per cento».

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Alessandro Beda

Lavorare per la comunità
Nel nostro Paese l’esercito dei volontari in orario di lavoro coinvolge aziende grandi e piccole, italiane e straniere, appartenenti a diversi settori dell’economia. La scelta della formula di volontariato da attivare dipende molto da impresa a impresa, oltre che dagli obiettivi: «La ricerca evidenzia che, in media, le aziende propongono due diverse tipologie di attività ai propri dipendenti. Prevalgono e hanno la medesima diffusione il volontariato di competenza, ossia la messa a disposizione di competenze professionali, e il volontariato in team con attività pratiche. Progetti che durano almeno cinque anni. Quanto alle tematiche affrontate vi è particolare attenzione all’ambiente e al sociale verso molteplici target quali giovani, infanzia, persone con disabilità e senzatetto».

L’Italia non è il solo Paese in cui il volontariato d’impresa è un’iniziativa di corporate social responsability relativamente nuova. Pur non essendoci ancora degli studi che comparano i vari Paesi del Vecchio Continente, come scrive la studiosa Angela Schlenkhoff-Hus che ha collaborato alla stesura del volume Corporate Volunteering: an International Comparison, il Regno Unito è il solo Paese dove il volontariato d’impresa ha una diffusione significativa e dove si sta rafforzando sempre più la collaborazione tra aziende e realtà locali. Nel resto del mondo, invece, sono state le multinazionali a diffondere la pratica del volontariato d’impresa anche nei Paesi in via di sviluppo come l’Africa e l’America Latina.

PMI, volontarie silenziose
La dimensione aziendale e la sede dell’headquarter sono quindi lo spartiacque: le imprese che maggiormente implementano e comunicano attività di volontariato d’impresa In Italia sono quindi grandi imprese e di origine anglosassone. Come affermato dalla stessa Commissione Europea, invece, ricorda Beda, le pmi hanno un approccio alla responsabilità sociale d’impresa più informale e intuitivo e basato sulla relazione con i dipendenti, la comunità locale e i partner che implica una naturale propensione a un approccio al business sociale: «Mi viene in mente una piccola azienda del bolognese che si occupa di pagamenti e di gestione delle spese di viaggio e che ha partecipato alla nostra ricerca. Questa impresa ha deciso di dare la possibilità a tutti i dipendenti di svolgere una giornata di volontariato all’anno retribuita dall’azienda presso enti del territorio. L’obiettivo dell’iniziativa è che tutti abbiano la possibilità di provare un’esperienza gratificante, vivendo una giornata di lavoro “diversa” ed eventualmente continuarla privatamente nel proprio tempo libero».