Web tax, il Parlamento europeo dice sì alla tassa contro Netflix & co.

Approvate le nuove norme che regolano le imposte alle imprese che offrono servizi digitali nell'Unione europea

web tax

Brutte notizie per Netflix & co. Il Parlamento europeo, infatti, ha deciso di estendere il campo d’applicazione delle direttive che regolano la tassazione delle imprese che offrono servizi digitali all’interno dell’Ue, la cosiddetta web tax. Ora, potranno essere tassati anche i servizi come la fornitura di «contenuti su un’interfaccia digitale come video, audio, giochi o testi che utilizzano un’interfaccia digitale», a prescindere dal fatto che i suddetti contenuti siano di proprietà o meno della società che li fornisce. Pertanto, anche società come Netflix o Amazon e le altre piattaforme online che vendono servizi digitali potranno essere tassate.

Con quale importo si applicheranno le norme
I due pareri approvati a maggioranza dal Parlamento riguardavano la relazione sulla direttiva sulla tassazione di società con una presenza digitale significativa, adottati con 439 voti favorevoli, 58 contrari e 81 astenuti, mentre la relazione sulla direttiva sulla tassazione dei servizi digitali ha ricevuto 451 voti a favore, 69 contrari e 64 astenuti.
Inoltre, i membri del parlamento europeo hanno scelto di ridurre la cifra minima al di sopra della quale una società può essere soggetta a tassazione. Le nuove normative approvate, pertanto, si applicheranno a tutte le imprese che, all’interno dell’Ue, producano entrate superiori a 40 milioni di euro. Precedentemente, la somma proposta dalla Commissione europea era stata di 50 milioni.

Il commento dei relatori
Il relatore del testo sulla tassazione di società con una presenza digitale significativa, il polacco Dariusz Rosati (Ppe) ha spiegato che le imposte devono essere pagate quando un’impresa crea il suo valore, sia che si tratti di un’impresa digitale o tradizionale. «I litigi e i veti reciproci in seno al Consiglio fanno sì che l’Ue non sia in grado di affrontare il problema. L’Unione europea dovrebbe essere un precursore di tendenze, continuando nel contempo a lavorare su una soluzione internazionale a livello dell’Ocse».
Il relatore sulla tassa sui servizi digitali (Dst – digital service tax), l’eurodeputato Paul Tang (S&D), ha ricordato: «chi paga le tasse vuole che le paghino tutti, anche i multimilionari e le multinazionali». E ha aggiunto come 20mila persone abbiano firmato una petizione per le tasse alle multinazionali.

I prossimi passi
Poiché in materia di leggi fiscali il Parlamento europeo ha soltanto un ruolo consultivo, il futuro della web tax sarà al vaglio del Consiglio europeo a cui spetterà decidere, all’unanimità, sul contenuto definitivo delle norme. L’auspicio del Parlamento è che si arrivi a un’approvazione prima della fine del mandato e delle prossime elezioni europee.

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