Wedding Tourism, sempre più stranieri scelgono l’Italia per il proprio “sì”

Secondo il Centro Studi Turistici di Firenze, nel nostro Paese sono stati registrati più di 8 mila eventi matrimoniali in un anno per un fatturato stimato di oltre 440 milioni di euro. Il settore è in espansione e offre anche nuovi sbocchi occupazionali

wedding tourism

Il trend del wedding tourism è sempre più in crescita e l’Italia, tra piccoli borghi e città d’arte, gioca ottime carte registrando un giro d’affari da centinaia di milioni di euro. Un fenomeno in espansione che vede vincenti la nostra storia, l’atmosfera romantica, il paesaggio e la tradizione gastronomica mettendo al centro il made in Italy e rispondendo pienamente al desiderio dei clienti esteri di sposarsi in un luogo unico come l’Italia.

Un importante volano che contribuisce anche alla destagionalizzazione e conferma il successo sui turisti europei e sui mercati come Cina, India e Russia o mercati emergenti come Lituania, Libano e Romania. Business su cui scommettere e investire con ottimismo, ma con un occhio alla sostenibilità preservando un’accoglienza autentica senza cedere alle più strane richieste degli sposi turisti, questa la parola d’ordine di imprese, operatori e istituzioni.

Alessandro Tortelli

Le cifre sono importanti
Secondo i dati elaborati dal Centro Studi Turistici di Firenze «la Toscana già da alcuni anni vanta il ruolo di capofila in questo fenomeno turistico – sottolinea Alessandro Tortelli, direttore scientifico del Centro Studi Turistici di Firenze – In Italia, secondo gli ultimi dati, sono stati registrati più di 8 mila eventi matrimoniali in un anno per un fatturato stimato di oltre 440 milioni di euro. I matrimoni delle coppie di stranieri che hanno scelto come scenario una località italiana hanno generato circa 408 mila arrivi e oltre 1,3 milioni di presenze».

Tra le regioni più richieste la Toscana, seguita da Lombardia, Campania, Veneto e Lazio. Il mercato del wedding tourism, inoltre, coinvolge circa 52.00 operatori del settore a cominciare dai wedding planner (3.200). La provenienza delle coppie straniere: Regno Unito (27,6 per cento), Usa (21,2 per cento), Australia (8,9 per cento),Germania (5,3 per cento), Canada (4,5 per cento), Irlanda (4,1 per cento), Russia (3,9 per cento), Francia (3,5 per cento), Svizzera (1,8 per cento) e Brasile (1,7 per cento).

«Il turismo legato al wedding – dichiara l’assessore al turismo del comune di Firenze, Cecilia Del Re – è una risposta vincente contro il cosiddetto “turismo mordi e fuggi” che consuma la città per poche ore, perché ha un importante impatto economico per il territorio e mette in moto un grande indotto, dai catering ai servizi agli alberghi».

Bianca Trusiani

Nuove opportunità lavorative
In questo scenario emergono anche nuove possibilità professionali per chi si dedica al mondo del wedding, ma non solo: dagli organizzatori, alle associazioni culturali, ai cake designer, film-maker o anche attori che possono recitare il ruolo del “celebrant” durante le cerimonie civili. Di pari passo cresce anche la necessità di formazione mirata. «Il settore ha enormi potenzialità dal punto di vista occupazionale ma serve professionalità. Imprese e territorio devono ottimizzare l’offerta e creare un prodotto composito per diversi mercati e culture, oltre a curare la parte emozionale del cliente. I nostri corsi professionali – spiega Bianca Trusiani, presidente del comitato tecnico Buy Wedding Italy e tra i massimi esperti italiani della wedding destination – sono promossi dall’Università Popolare Organizzazione e Gestione Turistica. Il corso Destination Wedding For Planner è finalizzato a creare i futuri professionisti certificati su tutto il territorio italiano. Il corso Wedding Travel Coordinator, è dedicato a chi già conosce la lingua e la cultura di riferimento – per esempio il mercato cinese – dove si affrontano i temi dell’accoglienza turistica e matrimoniale. Per studiare al meglio tutte le sfaccettature del fenomeno stiamo studiando anche la costituzione di un osservatorio  in collaborazione con i vari stakeholder e l’Anusca Associazione Nazionale degli Ufficiali di Stato Civile e d’Anagrafe».

Un altro specchio di questo fenomeno nazionale sono le fiere. Dal 2014 c’è la Borsa del Matrimonio in Italia per operatori italiani e internazionali – un mercato che, secondo una ricerca JFC, solo nel 2017 ha generato un fatturato di 385 milioni e 830 mila euro. La prossima edizione è in programma l’1 e il 2 febbraio 2019 presso “La Nuvola” di Roma. Mentre a Bologna si svolgerà il Buy Wedding Italy (13 e 14 novembre 2018, quarta edizione), punto di riferimento del Destination Wedding in Italia.

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