Wind Tre, 200 dipendenti rischiano il trasferimento a Milano: 2 giornate di sciopero

La protesta è nata dopo il fallimento del tavolo di confronto tra azienda e sindacati, come ha spiegato a Momento Italia il rappresentante sindacale Fistel Cisl, Claudio Penta

Wind Tre

I dipendenti di Wind Tre si preparano a incrociare le braccia. Sono state previste, infatti, due giornate di sciopero, per le giornate del 2 e 11 aprile per protestare contro la decisione dell’azienda di trasferire da Roma a Milano circa 200 dipendenti. La protesta è nata, ha spiegato a Momento Italia Claudio Penta, sindacalista Fistel Cisl, dopo che «l’azienda ci ha presentato giorni fa un piano di riassetto, manifestando la necessità di dover efficientare alcuni processi interni e una delle soluzioni era quella di trasferire le persone su Milano». Inoltre, Penta ha ricordato che «il piano di riassetto presentato da Wind Tre ai sindacati prevede, oltre ai trasferimenti di circa 200 persone su Milano, la vendita dei data center e la cessione del 49 per cento della newco per le torri, denominato “Progetto Pisa”» il cui 51 per cento dovrebbe essere di proprietà di Wind Tre. Dopo l’incontro, svoltosi a metà marzo, tra società e sindacati e terminato con un secco no di questi ultimi alle proposte dell’azienda, tutte le sigle hanno deciso di indire due giornate di sciopero a livello nazionale che coinvolgeranno il 2 aprile i dipendenti del settore Finance, oggetto dello spostamento, e l’11 aprile tutti i lavoratori di Wind Tre.

I motivi dello sciopero
Il diniego alla proposta presentata dalla società giunge soprattutto, spiega Claudio Penta, perché «nell’era dell’industria del 4.1 non è pensabile non poter lavorare con la tecnologia che abbiamo a disposizione, quindi dallo smart working, al telelavoro, alle videoconferenze. Accettare questo trasferimento su Milano – aggiunge – non è molto comprensibile dal punto di vista dei lavoratori, perché, effettivamente, adesso la tecnologia ci dà tutte le possibilità che permettono ai dipendenti di poter lavorare anche da remoto». Inoltre, Penta sottolinea come il problema abbia anche una componente sociale, in quanto la maggior parte delle persone interessate dallo spostamento fanno parte di una fascia d’età tra i 35 e i 50 anni, di cui circa il 60 per cento sono donne e mamme. «Questo tipo di azione porta sicuramente una percentuale importante di lavoratori a non accettare l’esodo verso Milano, quindi tante famiglie si troveranno con un padre o una madre senza lavoro».

Altre modalità di protesta
Oltre alle due giornate di sciopero sono state predisposte altre iniziative collaterali che, a partire dall’8 aprile, coinvolgeranno tutti i dipendenti dell’azienda. «Nel caso specifico, continua Penta – abbiamo indetto lo sciopero degli straordinari per 30 giorni, lo sciopero della reperibilità per 30 giorni e lo sciopero del lavoro programmato per 30 giorni».

Sviluppi futuri
Attualmente non sono previsti altri incontri con l’azienda, ma i sindacati sperano che la riuscita degli scioperi porti alla riapertura diun tavolo fra le parti e che «in quell’ambito si riescano a trovare soluzioni mature e consapevoli dove però ognuno deve metterci del proprio».
Infine, Momento Italia ha contattato la società Wind Tre, per conoscere la versione dell’azienda, ma quest’ultima ha preferito, al momento, non rilasciare dichiarazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

cinque × 5 =