Wind Tre, il ministero dello Sviluppo economico convoca i sindacati

Intanto, il gruppo del Pd in assemblea capitolina presenta una mozione allargata per cercare di risolvere il problema del trasferimento dei dipendenti

Wind Tre
(foto da Facebook)

Anche il ministero dello Sviluppo economico scende in campo per cercare di trovare una soluzione alla situazione dei lavoratori Wind Tre che contestano la volontà dell’azienda di trasferire da Roma a Milano circa 200 dipendenti. I sindacasti di Cgil, Cisl e Uil, infatti, sono stati convocati per un incontro il prossimo 18 aprile. Intanto, lo sciopero convocato per il 2 aprile, degli impiegati del settore Finance, oggetto del possibile trasferimento, ha visto un’adesione numerosa che a Roma ha superato l’80 per cento. Ora, si attende la seconda giornata di sciopero del prossimo 11 aprile, che vedrà coinvolti tutti i lavoratori della società. In seguito, ci spiega Claudio Penta, della Fistel Cisl, nell’incontro tra ministero e parti sociali «la discussione sarà sempre basata sul contrastare le azioni che l’azienda vorrebbe mettere in atto. In quell’ambito verrà ribadito il nostro no a questo tipo di azioni e si spera di rimettere l’azienda su un tavolo responsabile con le parti sociali per cercare di discutere insieme possibili soluzioni».

La proposta dei dem
Sulla questione è intervenuto anche il gruppo capitolino del Partito democratico. Come spiega a Momento Italia, il capogruppo dei dem, Antongiulio Pelonzi, il partito ha presentato una mozione allargata, «condivisa anche con le altre forze d’opposizione, in cui chiediamo al Campidoglio di attivarsi per quanto possa fare, anche presso il governo, per evitare tutto ciò e per capire come non perdere questi posti di lavoro». La mozione, aggiunge Pelonzi, dovrebbe essere discussa la prossima settimana: «Speriamo che la maggioranza M5S la voti e l’approvi perché potrebbe essere un documento forte, istituzionale che prova a fare un passo verso la tutela di questi posti di lavoro ed evitare che un’altra grande impresa vada via da qui».

Possibili soluzioni
Inoltre, Pelonzi spiega quali potrebbero essere alcune soluzioni: «Innanzitutto penso alle sedi. Ci sono delle azioni che possono partire, convenendo anche alla città, dal recupero del patrimonio immobiliare che potrebbe essere appetibile come logistica per le aziende, alla connettività soprattutto nelle zone di periferia e negli uffici pubblici e poi il rilancio dell’industria digitale 4.0. Un’amministrazione dovrebbe mettere in campo tutto questo per tentare, come fanno nelle grandi capitali europee, di non mandare via, ma di attirare soggetti del genere, aumentare i posti di lavoro e far salire l’economia in una città che è già in crisi».

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