Wind Tre, prosegue la protesta dei lavoratori

Sulla questione del trasferimento da Roma a Milano di circa 200 dipendenti è intervenuto anche il deputato Stefano Fassina

Wind Tre

Continua la protesta dei lavoratori Wind Tre che contestano all’azienda la proposta di trasferimento di circa 200 dipendenti dalla sede di Roma a quella di Milano. Così le associazioni sindacali hanno proclamato due giornate di sciopero, di cui la prima, lo scorso 2 aprile, ha visto protagonisti i dipendenti del settore finance, oggetto del provvedimento.
«È stato un successo pieno lo sciopero dei lavoratori del settore impattati dai possibili trasferimenti verso la sede milanese di Wind Tre – ha commentato in una nota Riccardo Saccone, segretario nazionale Slc Cgil – A Roma si è registrata una adesione pressoché totale. Ora davvero l’azienda smetta con questa follia dei trasferimenti ed apra un confronto serio su tutto il perimetro aziendale».

Nuovo sciopero l’11 aprile
Saccone, poi, aggiunge: «Per parte nostra ora lavoreremo affinché riesca altrettanto bene lo sciopero generale nazionale di tutti i lavoratori Wind Tre del prossimo 11 aprile perché il problema non è soltanto dei possibili trasferimenti o dei lavoratori dei data center aziendali. Il problema è un’azienda che non ha un piano industriale chiaro, che sembra più interessata a fare operazioni finanziarie piuttosto che a consolidare i propri asset industriali». Il sindacalista conclude: «Noi questo non lo accettiamo e non lo faremo passare sottosilenzio. Rifletta bene il management aziendale prima di inerpicarsi ulteriormente su strade che non portano nulla di buono per l’azienda e per i lavoratori».

L’appello di Fassina
E sulla questione è intervenuto anche il deputato di Liberi e Uguali, Stefano Fassina che, tramite un post su Facebook, ha invitato la sindaca di Roma, Virginia Raggi, a partecipare al tavolo tra sindacati e azienda: «Su Wind Tre, siamo di fronte, di fatto, a un licenziamento con la richiesta da parte dell’azienda di trasferimento a Milano di circa 150 lavoratrici e lavoratori operativi a Roma. Le ragioni sono evidenti, in particolare per le donne e uomini con figli minori. Il dramma investe direttamente lavoratori, lavoratrici e le loro famiglie, ma è anche l’ennesimo messaggio di perdita di competitività della nostra città. Roma continua a perdere funzioni qualificate, in questo caso attività di finance, senza una adeguata risposta dell’amministrazione capitolina. Oltre a affrontare la questione generale, la Sindaca Raggi chieda di partecipare al ‘Tavolo’ con Wind-Tre e organizzazioni sindacali al Mise».

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