Zaia contro Conte: “Mi aspettavo fuochi d’artificio non libro dei sogni. Il Paese è mummificato”

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Il governatore del Veneto, Luca Zaia (foto da Twitter)

“La verità è che siamo un paese mummificato. Se il metodo è sempre quello, moriremo di comitati, di autotutela, di non toccare questo e non toccare quello, di gemmazione di grandi riunioni e proliferazione delle task force. Moriremo di ipocrisia. Se non semplifichiamo davvero, sprofonderemo”.

E’ uno dei passaggi di una intervista rilasciata al Corriere della Sera dal Presidente della Regione Veneto Luca Zaia, subito dopo la conferenza stampa del premier Conte.

Lunga e anche dettagliata l’intervista di Zaia, vediamo i passaggi più significativi.

Zaia contro Conte, le parole del presidente del Veneto

“Io non cerco la rissa e non faccio parte della catego- ria di quelli per cui un avver-sario politico è sempre uno che non capisce nulla. L’ipocrisia è di sistema, del perpetuo rinviare, del non semplificare. Io devo fare il nuovo poli- clinico universitario di Pado- va, un’opera da 600 milioni. Ma senza cambiamenti, non mi basteranno dieci anni per aprirlo. E il peggio è che nascerà vecchio. Ma io dico: abbiamo visto il ponte a Genova? Perché non si applica quel modello che ha funzionato?”.

Fondamentalmente il presidente del Veneto è rimasto deluso dai contenuti della conferenza stampa di Conte

Zaia contro Conte, “mi aspettavo asso nella manica e invece…”

“Ma non lo so… ha convocato questo appuntamento e io mi aspettavo qualche fuoco di artificio, qualche asso nella manica… Qualcosa di più. Il riassunto di quanto è stato fatto e il libro dei sogni sono poco da parte di un presidente del Consiglio in carica da due anni. Il Covid è una cosa degli ultimi quattro mesi. Un po’ di bilancio, suvvia….Non esiste che ci siano figli e figliastri. Per favore, scriva: io non ho nulla contro il Sud. Nulla. Il Sud ha bisogno di aiuto e non si discute: il garantire una crescita uniforme è un dovere. Non è affatto utile suscitare un conflitto Nord- Sud, ma occorre davvero riconoscere le prerogative e le specificità di tutti”.

E sulla domanda del giornaista se il Covid abbia o meno aumentato l’antagonismo nelle aree del Paese, Zaia è abbastanza chiaro.

“No. Però, non è che si vincono i Gran premi penalizzando chi ha la possibilità di vincerli. Vogliamo dirlo: nei nostri confronti, ma non solo nostri, c’è sempre stato un certo atteggiamento: “Tanto loro comunque si arrangiano”. E invece no. E dunque, senza il riconoscimento dell’autonomia, non esiste che ci siano pacchetti riservati ad alcune aree del Paese”.