Zara, facchini aggrediti con taser e bastoni. Cgil: «Limite superato»

I lavoratori sono in sciopero da più di una settimana, hanno incrociato le braccia per protestare per il trattamento ricevuto. In quattro sono finiti in ospedale

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E’ scoppiato il caso dei facchini legati a delle cooperative collegate al gruppo Faro e di riflesso a Zara, il colosso spagnolo dell’abbigliamento. Sono in sciopero da più di una settimana, hanno incrociato le braccia per protestare per il trattamento ricevuto, in particolare per gli straordinari non riconosciuti e per ottenere la piena applicazione del contratto nazionale di categoria. Si sono fermati per far valere i loro diritti di lavoratori, mettendo in crisi il rifornimento degli articoli nei negozi della catena spagnola, facente capo ad Amancio Ortega, uno degli uomini più ricchi del mondo. Nel magazzino di Castel Giubileo (Roma), i facchini sono stati aggrediti con bastoni e taser da alcuni buttafuori. Quattro lavoratori sono finiti in ospedale, c’è chi si è fratturato una mano. L’ha confermato la segreteria regionale della Filt Cgil con un duro comunicato: «Purtroppo abbiamo assistito a una vile aggressione da parte di un gruppo di violenti picchiatori mandati su commissione (non sappiamo da parte di chi, ma lo immaginiamo) nei confronti dei lavoratori del gruppo Faro, in sciopero da diversi giorni per richiedere gli arretrati di molti anni di lavoro straordinario mai pagato. Quindici persone, probabilmente appartenenti alla vigilanza interna aziendale del gruppo Faro sono entrate nel magazzino di Castel Giubileo e hanno aggredito i lavoratori con oggetti contundenti e pistole elettriche. Le forze dell’ordine sono intervenute con prontezza identificando gli autori dell’aggressione e chiamando i soccorsi per i lavoratori colpiti, che si trovano nelle strutture ospedaliere».

Rispetto dei diritti 
«La società Zara ha subito preso le distanze dall’episodio – continua la nota – ma riteniamo a questo punto indispensabile l’immediato allontanamento di questo gruppo imprenditoriale, che oltre a non pagare regolamente i salari dei lavoratori, sta evidenziando incapacità nella gestione della vertenza secondo le normali regole di ingaggio del confronto sindacale. Queste modalità di repressione di antica memoria non ci spaventano e continueremo ad assistere i lavoratori nella loro lotta. Stiamo valutando di interrompere le relazioni con il gruppo Faro e chiedere la presenza della committente Zara. Con il sostegno di tutta la Cgil, l’attenta presenza della stampa e la forza d’animo e spirito di gruppo che questi lavoratori stanno mostrando, ripristineremo la giusta previsione normativa e il rispetto dei diritti e della loro dignità. Il mondo degli appalti è pieno, purtroppo, di situazioni come questa. Auspichiamo un intervento del ministro Di Maio per ripristinare la legalità nei processi di terziarizzazione».

La richiesta a Zara
Azzola (Cgil) e Stanziale (Filt Cgil) hanno chiesto «a Zara di interrompere l’appalto che si svolge in queste condizioni e di farsi carico in proprio della logistica nel rispetto del contratto e dei diritti dei lavoratori, garantendo il giusto reddito e gli attuali livelli di occupazione».