Zingaretti chiude: “No accordicchio Pd-M5S” 

“Ho ben chiara la minaccia rappresentata dall’iniziativa di Salvini, addirittura per la tenuta della democrazia liberale, ma il sostegno a ipotesi pasticciate e deboli, non illudiamoci, ci riproporrebbe ingigantito lo stesso problema tra poche settimane. Di fronte a una leadership della Lega che tutti giudichiamo pericolosa e che si appella al popolo in maniera spregiudicata è credibile imbarcarsi in un esperienza di governo Pd-5 Stelle (perché di questo stiamo parlando) per affrontare la drammatica manovra di bilancio e poi magari dopo tornare alle elezioni? Su cosa? Nel nome della salvaguardia della democrazia? Io con franchezza credo di no”. Lo scrive il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, sul suo blog su Huffington post, bocciando la proposta di Matteo Renzi di un governo istituzionale, con un post dal titolo ‘Con franchezza dico no. Un accordicchio Pd-M5s regalerebbe a Salvini uno spazio immenso. Nessuna paura del voto’.

“E’ forte dire nel nome della democrazia non facciamo votare? Ho anzi il timore che questo – sottolinea ancora il segretario – darebbe a Salvini uno spazio immenso di iniziativa politica tra i cittadini. Griderebbe lui allo scandalo. Daremmo a lui la rappresentanza del diritto dei cittadini di votare e decidere. Davvero allora i rischi plebiscitari sarebbero molto seri”.

“Queste – afferma Zingaretti – sono le mie opinioni, ne dovremo discutere senza demonizzare idee diverse, senza accuse o invettive perché davvero siamo in una fase difficile nella quale c’è e ci sarà bisogno del contributo di idee e di lavoro di tutte e di tutti. Se concordiamo sul pericolo Salvini il primo assoluto bene da preservare è l’obiettivo dell’unità. Ma il primo passaggio per costruire l’unità è evitare di instillare veleno tra noi: non si dica chi sostiene queste idee è per far fuori qualcuno, perché ripeto gli avversari io li ho sempre considerati e li considero fuori di noi”. “Vedremo cosa accadrà nei prossimi giorni, per fortuna nei passaggi ci guiderà la saggezza e l’autorevolezza del Presidente Mattarella”, aggiunge.

Per Zingaretti, “occorre dunque prepararsi con coraggio e passione alla battaglia politica. Non dobbiamo avere paura ma proprio nel nome dei rischi per la democrazia dobbiamo chiamare alla mobilitazione gli Italiani. Dobbiamo sì lanciare un allarme generale non per chiuderci ma per combattere strada per strada in ogni angolo del Paese la battaglia più dura”.

“Loro, Salvini, in primis, hanno fallito e per questo scappano. Ha provocato una crisi che è già costata miliardi di euro bruciati nella speculazione. Salvini è caduto per una overdose di bugie che non sa più gestire. Occorre una nuova visione e un nuovo programma e su questo chiamare a raccolta il Paese migliore. Senza egoismi o personalismi. Dobbiamo unire culture, esperienze, forze politiche ,sindaci amministratori, le forze intellettuali in una proposta nuova e combattere tra e per le persone. Non credo ci siano scorciatoie”.

“Per salvare e cambiare l’Italia: una rivoluzione green dell’economia, investimenti per le infrastrutture, scuola e sanità per creare lavoro. L’Italia è più bella e più forte – sottolinea – di quello che abbiamo visto in questi mesi e noi abbiamo il compito e il dovere di organizzarla e impegnarci con passione per farla vincere. Dovremo trovare insieme la persona che meglio sappia rappresentare questa ricchezza e sostenerla con tutte le nostre forze perché l’Italia questo si aspetta da noi. Salvini non è affatto imbattibile: a dimostrarcelo sono stati ancora poche settimane fa degli straordinari Sindaci che lavorando con passione hanno vinto. Ritroviamo questo spirito e combattiamo per un Italia verde, giusta e competitiva. Contro un progetto dell’odio che ha prodotto tanti disastri dobbiamo contrapporre come è stato suggerito una rivoluzione della speranza”.

Le parole di Zingaretti incassano l’apprezzamento di Matteo Salvini: “In questo momento mi sembra molto più coerente Zingaretti, infatti tutto il pd ha insultato per un anno Di Maio, Conte, Fico: è coerente dire dopo questo governo c’è il voto”. “L’intervista oggi l’ha fatta lui (Renzi, ndr.), però c’è un segretario di partito che conto rispetti la democrazia”.

(Fonte: Adnkronos)

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