Zingaretti dopo l’incontro con Conte: ‘Il governo vada avanti’

Il segretario del Pd Nicola Zingaretti al termine del vertice con il premier Giuseppe Conte ritiene che l’azione di questo governo debba andare avanti. “Credo sia stato un incontro molto utile, che ha ripreso lo spirito dell’incontro tra i leader del 5 novembre. L’incontro ha “ripreso lo spirito iniziato a Palazzo Chigi il 5 novembre, cioè di mettere sul tappeto i temi e i nodi per un rilancio dell’azione di governo: dai temi dell’agenda sociale, del lavoro, del rilancio delle imprese, anche la grande questione della sanità, in uno spirito per quanto ci riguarda molto costruttivo”, spiega Zingaretti.

La delegazione del Movimento 5 Stelle che ha visto Conte nel pomeriggio era composta dal capo politico Vito Crimi, dal capodelegazione Alfonso Bonafede, dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio, dal ministro per lo Sviluppo Economico Stefano Patuanelli e dai capigruppo alla Camera e al Senato – gli unici ad essere arrivati a piedi a Palazzo Chigi – Davide Crippa e Ettore Licheri.

“Abbiamo affrontato il tema che riteniamo surreale del rimpasto ribadendo che da parte nostra non c’e’ nessuna disponibilita’. Di rimpasto non si discute”. Lo dice il capo politico M5S Vito Crimi parlando dopo l’incontro con Giuseppe Conte. Sul Recovery Fund “abbiamo cercato di far capire come sia necessario che tutti i ministeri siano coinvolti”, aggiunge.

Domani alle 13 sarà a volta del leader di Italia Viva, Matteo Renzi che incontrerà il premier, insieme alla delegazione del suo partito, a Palazzo Chigi.

“Di vero c’è semplicemente che l’educazione e la pacatezza nei toni di Italia Viva non è arrendevolezza. Noi siamo convinti che i problemi che solleviamo sul Piano (per il Recovery Fund) e sulla Task force, sono condivisi dagli italiani. Non li poniamo per strapuntini o per il rimpasto che per noi non è all’ordine del giorno“. Lo ha detto la capogruppo di Iv alla Camera Maria Elena Boschi intervistata dal Tg4 rispondendo alla domanda se Italia Viva intende davvero andare sino in fondo nelle sue richieste.

“Credo che i momenti di confronto tra le forze politiche sono necessari e dovrebbero essere più frequenti”. Lo ha detto il ministro dello sviluppo economico, Stefano Patuanelli, nel corso dell’assemblea di Confindustria Brescia, rispondendo ad una domanda sulla verifica nel Governo. “Nelle prossime ore – ha aggiunto – deve nascere un progetto per i prossimi due anni e mezzo di legislatura. Credo che in questo momento parlare di crisi o di rimpasto si tratta di utilizzare termini ormai superati”.

Si è tenuto poi un vertice tra il premier, i ministri Boccia, Lamorgese, D’Incà, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Fraccaro, i capidelegazione di maggioranza e il Comitato tecnico scientifico per valutare un’ulteriore stretta sull restrizioni nel periodo natalizio.

“Nel 2020 la sfida che abbiamo di fronte non è solo quella di liberare le potenzialità inespresse dell’Italia. In primo luogo dobbiamo serrare i ranghi, per battere il nemico. E serve una solida cooperazione interazionale. Il virus non conosce confini ma attraversa barriere”. Lo dice il premier Giuseppe Conte nel corso del Rome Investment Forum.

“Il governo è al lavoro per definire compiutamente la struttura per il monitoraggio e l’attuazione” del Recovery Plan “e che potrà avvalersi anche di un quadro normativo ad hoc. Questa struttura in nessun caso sarà sovraordinata o sovrapposta ai doverosi passaggi istituzionali. Molti dei progetti del piano avranno successo solo innescando sinergie tra pubblico e privato”, aggiunge Conte.

Gentiloni, i primi fondi in tarda primavera-estate – “L’idea iniziale era quella di avere una prima approvazione del piano” e quindi “la possibilità di erogare il prefinanziamento del 10%, circa 20 miliardi per l’Italia”, nella “tarda primavera: la decisione finale” sul Next Generation Eu “è arrivata la scorsa settimana, i tempi saranno quelli della tarda primavera o inizio estate”. Così il commissario Ue Paolo Gentiloni al Rome Investment forum 2020 della Febaf. “Si sta discutendo, spero la discussione si chiuda stasera, perché il Parlamento richiede di alzare il 10% vedremo dove si arriverà”.

Sul Recovery Fund “nessuno è in ritardo in questo momento”, ha detto Gentiloni precisando che “eravamo leggermente in ritardo per l’approvazione finale ma ora abbiamo ricevuto una bozza di progetto dagli stati membri e a gennaio sono sicuro che riceveremo da ogni stato membro la bozza e poi la versione definitiva”.