Zona arancione: cosa cambia in Lombardia, Piemonte, Calabria e nelle altre regioni

L'elenco delle restrizioni nelle tre aree nelle quali è stata divisa l'Italia secondo l'ultimo Dpcm, Roma, 4 novembre 2020.

Dopo aver prospettato ai presidenti di Regione il cambio soltanto il 4 dicembre, il ministro della Salute Roberto Speranza ieri ha firmato un’ordinanza per disporre la zona arancione per le Regioni Calabria, Lombardia e Piemonte e la zona gialla per le regioni Liguria e Sicilia a partire da domani, domenica 29 novembre. Cosa cambia da zona rossa a zona arancione e dall’area arancione a quella gialla?

In primo luogo è bene ricordare che per effetto delle decisioni di Speranza da domani in zona rossa rimangono Valle d’Aosta, Provincia di Bolzano, Toscana, Abruzzo e Campania, mentre in zona arancione oggi ci sono Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Marche, Umbria, Basilicata, Lombardia, Calabria e Piemonte e in zona gialla Veneto, Provincia autonoma di Trento, Lazio, Molise e Sardegna oltre a Liguria e Sicilia. La decisione arriva dopo che l’ultimo report dell’Istituto Superiore di Sanità e del ministero della Salute ha certificato un indice di trasmissibilità del virus (ovvero il parametro RT) appena sopra la soglia di sicurezza di 1 (1,08), ma con valori che arrivano intorno all’1,25 in buona parte delle regioni (i dati si riferiscono alla settimana 4-17 novembre). Nel dettaglio il passaggio da zona rossa ad arancione va a incidere soprattutto sulla libertà di movimento:

  • spostamenti: sarà possibile spostarsi liberamente e senza autocertificazione entro i confini del proprio comune (ma anche la zona rossa aveva alcune deroghe, come quella per fare la spesa); il coprifuoco rimane in vigore dalle 22 alle 5;
  • resta in vigore il divieto di spostarsi al di fuori del comune e della regione, salvo i motivi di lavoro, salute, necessità e urgenza;
  • rimane consentita la possibilità di andare a trovare un parente o un amico non autosufficiente senza limiti di orario;
  • rimane consentito raggiungere i figli minorenni presso l’altro genitore o l’affidatario o muoversi per condurli a casa propria, anche tra comuni di aree differenti;
  • bar e ristoranti hanno asporto consentito e limitazioni ma rimangono chiusi al pubblico (ma mense e catering no);
  • i negozi di tutti gli altri tipi, compresi i centri commerciali, possono aprire, ma questi ultimi rimangono chiusi nei giorni festivi e prefestivi;

Per quanto riguarda le scuole, il cambiamento principale è il ritorno in aula degli studenti di seconda e terza media; la didattica rimane in presenza per elementari e asili; la DaD vale per le scuole superiori così come per le università, a parte le attività per le matricole e i laboratori; rimane anche confermata la riduzione della capienza fino al 50% per il trasporto pubblico, con l’eccezione di quello scolastico. Le attività del tempo libero (teatri, cinema, palestre, piscine) rimangono vietate mentre c’è il sì ai centri sportivi e alle competizione.