Zona rossa e arancione, nuovi colori regioni da lunedì

L’unica zona bianca, la Sardegna, diventa arancione da lunedì 22 marzo per l’aumento di contagi da coronavirus. Migliora solo il Molise che piega la curva dell’epidemia e passa dalla zona rossa all’arancione con regole, misure e restrizioni meno severe. La Campania resta in zona rossa con Lazio, Lombardia e tutte le regioni inserite nella fascia una settimana fa. E’ questo il quadro che si delinea in base alla nuova ordinanza del ministro della Salute, Roberto Speranza. Il cambio entrerà in vigore lunedì. La decisione è arrivata sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di regia ministero-Istituto superiore di sanità (Iss) sull’andamento di Covid-19: questa settimana l’Rt nazionale resta stabile a 1.16. Sono 10 le regioni in Italia ad alto rischio Covid mentre, secondo il bollettino quotidiano, si registrano altri 25.735 contagi da coronavirus e 386 morti.

Dalla prossima settimana quindi in zona rossa ci saranno ancora Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, la provincia di Trento, Piemonte, Puglia, Veneto. In zona arancione invece Abruzzo, Basilicata, Calabria, Liguria, la provincia di Bolzano, Sicilia, Toscana, Umbria, Valle Aosta, Sardegna e Molise. Il decreto varato la scorsa settimana dal governo non prevede la zona gialla.

Ad ‘assaporare’ quindi misure più soft la prossima settimana sarà solo il Molise che, spostandosi nella fascia intermedia, potrà riaprire le scuole. La Sardegna invece, unica regione ad aver sperimentato la zona bianca, deve fare nuovamente i conti con restrizioni e vincoli più rigidi per bar e ristoranti.

Indice Rt a 1.16

Con l’indice Rt a 1.16 in Italia cresce anche l’allarme terapie intensive: 13 regioni oltre la soglia critica. “Nel periodo 24 febbraio-9 marzo, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,16 (range 1,02-1,26), sempre sopra 1 in tutto il range”, precisa la Cabina di regia Istituto superiore di sanità (Iss)-ministero della Salute. Altri dati delineano un quadro preoccupante: l’incidenza settimanale in Italia è salita a 264 casi per 100mila abitanti, oltre la soglia critica di 250/100mila. “Si osserva un ulteriore aumento dell’incidenza a livello nazionale, che supera la soglia di 250 casi settimanali per 100mila, che impone il massimo livello di mitigazione possibile. Nel periodo 12-18 marzo 2021, è risultata di 264 per 100mila abitanti”, informa il monitoraggio settimanale.

Report Iss: “Dieci regioni a rischio alto”

Dieci regioni in Italia sono ad alto rischio Covid. Lo sottolinea la bozza del monitoraggio della cabina di regia Iss-ministero della Salute relativa alla settimana dall’8 al 14 marzo. “Dieci Regioni, stesso numero della settimana precedente, hanno un livello di rischio alto”, si legge nella bozza. Si tratta di Abruzzo, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Toscana, Umbria. “Si conferma per la settima settimana consecutiva un peggioramento nel livello generale del rischio”, si legge ancora nella bozza del monitoraggio. “L’elevata incidenza, l’aumento della trasmissibilità e il forte sovraccarico dei servizi ospedalieri richiedono di mantenere rigorose misure di mitigazione nazionali accompagnati da puntuali interventi di mitigazione/contenimento nelle aree a maggiore diffusione”, suggeriscono gli esperti.

Bollettino 19 marzo: 25.735 contagi e 386 morti

Sono 25.735 i contagi da coronavirus in Italia oggi, 19 marzo, secondo i dati regione per regione del bollettino della Protezione Civile pubblicato dal ministero della Salute. Nella tabella sono inseriti altri 386 morti, che portano il totale a 104.241 dall’inizio dell’epidemia di covid-19. Da ieri sono stati eseguiti 364.822 tamponi, il tasso positività è al 7,05%. Aumentano i pazienti ricoverati in terapia intensiva, sono 3.364 (+31). I ricoverati con sintomi sono 26.858 (+164).