Zone rosse, saranno i governatori a decidere. Nel nuovo Dpcm in arrivo no agli spostamenti tra le regioni

«Zone rosse» nelle aree dove l’Rt (l’indice di trasmissione) supera l’1,5, divieto di spostamento tra le Regioni, chiusura dei centri commerciali nel fine settimana, limitazioni per le altre attività commerciali, coprifuoco anticipato. Il governo accelera sulla stretta per provare ad evitare il lockdown nazionale. E mette a punto nuove regole e divieti da inserire in un Dpcm che potrebbe essere firmato tra lunedì sera e martedì. Anche il Comitato tecnico scientifico — convocato d’urgenza sabato pomeriggio — ritiene che non ci siano al momento le condizioni per bloccare l’Italia come avvenuto a marzo, né di fermare l’attività di intere Regioni. Suggerisce però di procedere subito con lockdown locali a livello provinciale. Il governo sceglie dunque di agire a livello nazionale con un decreto «cornice» che alza l’asticella dei divieti e lascia a governatori e sindaci la possibilità di intervenire sul proprio territorio seguendo però un unico criterio: adeguare le decisioni all’indice di contagio e alla situazione delle strutture sanitarie indicate nel monitoraggio settimanale messo a punto dall’Istituto superiore di sanità.

Quale sia il metodo per le Regioni che hanno l’Rt oltre 1,5 lo spiega il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia: «La trincea degli ospedali va difesa il più possibile e le Regioni hanno il termometro che abbiamo noi per decidere le misure. Quando è necessario alzare la difesa serve farlo senza tentennamenti. Avranno al proprio fianco il governo». Sono stati proprio gli scienziati a individuare i quattro scenari di rischio fissando le «chiusure» che devono essere disposte di conseguenza. E sulla base di queste linee guida già da lunedì mattina si dovrà procedere con le ordinanze.

Secondo il dossier degli scienziati «11 Regioni sono classificate a rischio elevato di una trasmissione non controllata di Covid 19. E sono: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Liguria, Lombardia, Piemonte, Puglia, Sicilia, Toscana, Val d’Aosta, Veneto». Le Regioni «segnalate» sulla base degli ultimi bollettini quotidiani, dunque dove è necessario adottare nuove restrizioni, sono: «Lombardia, Lazio, Val d’Aosta, Liguria e provincia autonoma di Bolzano».

Sulla base dei dati dei nuovi contagiati rispetto ai tamponi effettuati e della tenuta delle strutture sanitarie saranno i governatori a dover decidere le eventuali limitazioni. In particolare si potrà agire sulla chiusura delle scuole per passare alla didattica a distanza, sugli orari di apertura dei negozi e il possibile scaglionamento, gli orari di chiusura di bar, ristoranti, pub, gelaterie e pasticcerie che possono subire ulteriori limitazioni rispetto a quelli decisi a livello nazionale, adesso previsti alle 18.

In questo caso il provvedimento sarà del governo e dunque uguale su tutto il territorio nazionale. Non sarà più possibile oltrepassare i confini regionali se non per «comprovate esigenze», quindi motivi di lavoro, di salute oppure emergenze che dovranno essere giustificate con un’autocertificazione. È una delle misure che l’esecutivo ritiene indispensabili per limitare il movimento delle persone e per evitare che nelle aree dove i numeri del contagio da Covid-19 sono bassi possa impennarsi la curva epidemiologica.

Alcune Regioni lo hanno già fatto e proprio per non creare disparità si è deciso di imporre la chiusura dei centri commerciali nel fine settimana. Questo non esclude che in alcune aree dove l’aggressività del Covid è particolarmente forte si possa imporre la serrata totale, ma in questo caso dovranno essere gli amministratori locali a procedere.

La decisione sull’anticipo del coprifuoco — che adesso è fissato alle 23 in alcune Regioni e alle 24 in altre — alle 20 o alle 21, sarà presa durante la riunione di domenica mattina della cabina di regia con i governatori e con il presidente dell’Anci Antonio Decaro. Si tratta di una limitazione che molti hanno sollecitato dopo la scelta di chiudere bar e ristoranti alle 18 e che servirebbe a limitare anche gli incontri nelle abitazioni.